Diversamente bionda

Birra scura ottenuta con l’utilizzo di 5 malti diversi che conferiscono il corpo e la complessità tipiche delle stout. Al naso si sentono chiaramente note di caffè e di liquirizia. In bocca risulta piena e rotonda con note dolci di malto bilanciate dalla tostatura dello stesso e dal luppolo utilizzato. La gradazione moderata aiuta la bevibilità. Birra vellutata, scura… o diversamente bionda.


Descrizione

Una Stout sui generis, che richiama sì alla tradizione delle stout londinesi e occhieggia alle irlandesi, ma ha un carattere a sé. Tanto al naso quanto poi al palato sono i toni tostati a condurne la degustazione, sopravanzando i sentori torrefatti.

In bocca apre su piacevoli toni di frutta secca, quindi un passaggio verso la secchezza sul finale apre a un piacevole e lungo retrogusto, in cui vaghe note di frutta si accordano di nuovo al tostato e a qualche lieve sentore di cacao, fava di cacao, caffè e liquirizia. Il corpo non si avverte quasi, ma è lì a contenere alcol ed eventuali eccessi.

L’aspetto è l’unico momento in cui, con la sua schiuma beige chiaro e il suo colore ebano, tradisce una sensazione aggressiva. La morbidezza è la chiave di volta della Diversamente Bionda, beverina come una lager tedesca, suadente come una mild anglosassone, elegante come una birra italiana, si esalta servita a pompa inglese, quando l’ossidazione anziché sederla, l’arrotonda ed esalta ulteriormente. Da bere da sola, pinta su pinta, o in semplici quanto arditi abbinamenti gastronomici, non delude e non stanca, mai. (Andrea Camaschella)


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